REAS 2026: prevenzione, formazione, innovazione e confronto per il futuro della Protezione Civile
La mia esperienza al Salone Internazionale dell'Emergenza di Montichiari: tre giornate tra convegni, incontri istituzionali, tecnologie, volontariato e nuove prospettive per il Sistema Nazionale di Protezione Civile.
10/22/20267 min read


Un'esperienza di crescita e confronto
Dall'8 al 10 ottobre 2026 ho partecipato al REAS – Salone Internazionale dell'Emergenza, presso il Centro Fiera di Montichiari, insieme al Gruppo Lucano di Protezione Civile, presente con un proprio spazio espositivo nel Padiglione 7, dedicato all'antincendio e alla protezione civile.
Tre giornate intense, caratterizzate da convegni, incontri istituzionali, approfondimenti tecnici, presentazioni di nuove tecnologie e momenti di confronto con organizzazioni di volontariato, aziende e professionisti del settore.
Per chi, come me, si occupa di gestione delle emergenze, organizzazione e formazione, partecipare al REAS significa soprattutto osservare da vicino l'evoluzione del Sistema Nazionale di Protezione Civile, confrontare esperienze e individuare possibili miglioramenti organizzativi e operativi.
Il valore di manifestazioni come questa non si misura soltanto nel numero di espositori o nelle tecnologie presentate, ma soprattutto nella capacità di trasformare gli incontri e le conoscenze acquisite in opportunità concrete di crescita.
I convegni e gli incontri: approfondimento tecnico e confronto istituzionale
Una parte particolarmente significativa della mia partecipazione al REAS 2026 è stata dedicata ai convegni, agli incontri istituzionali e ai momenti di confronto tecnico-operativo.
Tra gli appuntamenti di maggiore interesse, il convegno “EWE Mediterraneo: quando il fuoco cambia scala”, dedicato all'evoluzione degli incendi boschivi estremi, al rischio di interfaccia urbano-forestale e alle strategie di prevenzione e risposta. Un approfondimento che ha richiamato l'attenzione sulla crescente complessità degli scenari emergenziali e sulla necessità di adeguare la preparazione degli operatori, la pianificazione e le capacità di intervento.
Di particolare interesse anche il convegno dedicato all'impiego dei droni nelle attività di Protezione Civile, che ha rappresentato un'occasione di approfondimento sulle potenzialità dei sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (SAPR) nel monitoraggio del territorio, nella ricerca di persone disperse, nella gestione degli incendi boschivi e nella valutazione degli scenari emergenziali. L'utilizzo di queste tecnologie richiede non soltanto attrezzature avanzate, ma anche operatori qualificati, procedure operative definite e una corretta integrazione con le strutture di coordinamento.
Un ulteriore momento significativo è stato l'incontro istituzionale con la componente territoriale della Protezione Civile, al quale ho partecipato insieme al Presidente Nazionale del Gruppo Lucano, Pietro Luigi Martoccia. Un'occasione di confronto che ha offerto spunti di riflessione sul ruolo delle organizzazioni di volontariato all'interno del Sistema Nazionale di Protezione Civile e sull'importanza del raccordo tra strutture nazionali e territoriali. Ritengo particolarmente importante approfondire questi aspetti, perché l'efficacia del sistema dipende anche dalla capacità di costruire relazioni, condividere procedure e rafforzare il coordinamento tra i diversi livelli organizzativi.
Altrettanto importanti sono stati i momenti di confronto con i funzionari del Dipartimento della Protezione Civile, con rappresentanti istituzionali e con organizzazioni impegnate nei diversi settori del soccorso. Tra questi, l'incontro con la Protezione Civile G.I.P.S. della Città di Venezia, occasione per condividere esperienze e approfondire possibili prospettive di collaborazione.
Particolarmente interessanti anche i confronti con realtà specializzate nella cinofilia e ricerca, nel rischio idrogeologico, nell'antincendio boschivo e nelle attività operative specialistiche.
Questi incontri hanno permesso di approfondire metodologie, attrezzature, modelli organizzativi e differenti approcci alla gestione delle emergenze.
Ho seguito questi temi con particolare interesse, partendo da alcuni interrogativi fondamentali: come dovranno evolvere la prevenzione e la risposta operativa di fronte a scenari sempre più complessi? Quale ruolo dovrà assumere il volontariato in termini di formazione, competenze, innovazione tecnologica, procedure e sicurezza?
La crescita professionale non deriva soltanto dalla formazione teorica, ma anche dalla capacità di osservare, ascoltare e condividere esperienze con chi affronta quotidianamente le stesse problematiche operative.
Prevenzione e formazione: le priorità per il futuro
Uno dei messaggi emersi con maggiore forza durante il REAS riguarda la necessità di rafforzare le attività di previsione e prevenzione dei rischi. Gli eventi meteorologici estremi, gli incendi boschivi, il dissesto idrogeologico e gli altri scenari emergenziali richiedono una crescente capacità di analisi, pianificazione e coordinamento. Ritengo che il futuro della Protezione Civile non possa essere costruito esclusivamente sulla capacità di intervenire quando un'emergenza si è già verificata. Occorre investire maggiormente nella conoscenza del territorio, nella pianificazione, nell'informazione alla popolazione e soprattutto nella formazione continua degli operatori e dei volontari. La formazione non deve essere considerata un'attività occasionale o un semplice adempimento, ma un processo permanente di crescita delle competenze. È necessario sviluppare percorsi formativi coerenti con i rischi del territorio, con le specializzazioni operative e con le responsabilità affidate ai volontari.
Una Protezione Civile efficiente non è soltanto quella che interviene rapidamente, ma anche quella che contribuisce a ridurre preventivamente i rischi e le vulnerabilità delle comunità
Le nuove tecnologie al servizio della Protezione Civile
Un altro elemento di particolare interesse è stato il confronto con le numerose aziende ed espositori presenti al REAS. Ho avuto l'opportunità di conoscere da vicino nuove attrezzature, mezzi speciali, sistemi di monitoraggio ambientale, droni, apparati di telecomunicazione e piattaforme digitali dedicate alla gestione delle attività operative. L'innovazione tecnologica sta assumendo un ruolo sempre più importante nella Protezione Civile. I sistemi di osservazione del territorio, i droni dotati di sensori termici, le piattaforme di gestione delle informazioni e gli strumenti di comunicazione possono contribuire a migliorare la conoscenza degli scenari e il coordinamento degli interventi. Tuttavia, considero fondamentale un principio:
La tecnologia non sostituisce la preparazione degli operatori, ma ne rafforza le capacità quando viene integrata in un sistema organizzativo adeguato.
Acquistare uno strumento innovativo non è sufficiente. Occorre formare il personale, definire procedure operative, verificarne l'effettiva utilità e garantirne la sostenibilità nel tempo.
La vera innovazione non consiste soltanto nell'introduzione di nuove attrezzature, ma nella capacità di utilizzarle correttamente per migliorare la sicurezza e l'efficacia degli interventi.
Dall'esperienza al REAS alle prospettive di miglioramento
La partecipazione al REAS 2026 mi ha consentito di osservare e approfondire diversi aspetti dell'organizzazione delle attività di Protezione Civile, confrontandomi con esperienze, strumenti e metodologie differenti. Particolarmente interessanti sono state le presentazioni delle capacità operative delle organizzazioni presenti, che mi hanno permesso di riflettere sull'importanza della specializzazione, dell'integrazione tra i diversi moduli e della capacità di coordinare risorse umane e materiali. Ho avuto inoltre l'opportunità di contribuire alla presenza del Gruppo Lucano, condividendo esperienze e partecipando alle attività di comunicazione e presentazione delle iniziative sviluppate dall'organizzazione. Un'esperienza che mi ha confermato quanto sia importante affiancare alle competenze operative una visione organizzativa capace di valorizzare le persone, le conoscenze e le risorse disponibili.
Digitalizzazione e innovazione: una sfida organizzativa
Tra gli aspetti che hanno maggiormente attirato la mia attenzione, un ruolo significativo è stato occupato dalle tecnologie digitali applicate alla gestione delle attività di Protezione Civile. Durante la manifestazione ho seguito anche la presentazione dell'App del Gruppo Lucano, sviluppata da Antonio Mangiamele, che ha offerto uno spunto concreto per riflettere sulle opportunità della digitalizzazione nel volontariato. Dal mio punto di vista, il valore di questi strumenti non risiede esclusivamente nelle funzionalità tecnologiche, ma soprattutto nella possibilità di migliorare i processi organizzativi, la gestione delle informazioni, il coordinamento delle risorse e il supporto alle decisioni.
Digitalizzare non significa semplicemente introdurre un'applicazione, ma ripensare e migliorare il modo in cui un'organizzazione gestisce le proprie attività.
Si tratta di un percorso che richiede competenze, formazione, procedure condivise e una particolare attenzione alla sicurezza delle informazioni. È un argomento sul quale intendo tornare con un approfondimento specifico, anche alla luce delle esperienze osservate durante il REAS.
La comunicazione come componente della prevenzione
Un altro tema sul quale ho concentrato la mia attenzione è stato quello della comunicazione. In occasione del REAS ho contribuito alla preparazione di un percorso formativo rivolto ai volontari impegnati nella presentazione delle attività del Gruppo Lucano. Questa esperienza mi ha permesso di approfondire ulteriormente un aspetto che considero centrale: la comunicazione deve essere riconosciuta come una competenza trasversale nella gestione delle attività di Protezione Civile. Non si tratta soltanto di raccontare ciò che viene fatto, ma di saper trasmettere informazioni corrette, rendere comprensibili i rischi e favorire comportamenti consapevoli da parte dei cittadini. Una comunicazione efficace richiede preparazione, conoscenza degli argomenti, capacità di ascolto e responsabilità. Ritengo inoltre che le organizzazioni debbano investire maggiormente nella formazione di figure capaci di comunicare sia durante le emergenze sia nelle attività ordinarie di prevenzione e sensibilizzazione.
La comunicazione non è un'attività accessoria alla Protezione Civile: è uno strumento che contribuisce alla costruzione della cultura della sicurezza.
Il coinvolgimento dei giovani e il trasferimento delle competenze
Tra le riflessioni che porto con me dal REAS vi è anche quella relativa al futuro del volontariato e al coinvolgimento delle nuove generazioni. Incontrare giovani volontari provenienti da organizzazioni e territori differenti mi ha confermato quanto sia importante creare occasioni di partecipazione, confronto e crescita. Il ricambio generazionale non dovrebbe essere interpretato soltanto come una necessità numerica, ma come un processo organizzativo che richiede attenzione e programmazione. Le esperienze maturate dai volontari più anziani costituiscono un patrimonio di conoscenze che deve essere trasferito, valorizzato e integrato con le nuove competenze. Allo stesso tempo, i giovani possono contribuire all'evoluzione delle organizzazioni attraverso nuove sensibilità, capacità tecnologiche e modalità di partecipazione.
Formare nuove generazioni di volontari significa costruire oggi le competenze e le responsabilità necessarie per affrontare le emergenze di domani.
Il valore delle relazioni e del confronto istituzionale
Gli incontri con i funzionari del Dipartimento della Protezione Civile, con i rappresentanti delle istituzioni e con le diverse organizzazioni presenti hanno rappresentato un ulteriore elemento di arricchimento. Ho avuto modo di confrontarmi con persone impegnate in differenti ambiti operativi e organizzativi, approfondendo esperienze e modalità di lavoro. Questi momenti mi hanno confermato che uno degli elementi fondamentali del Sistema Nazionale di Protezione Civile è la capacità di mettere in relazione competenze e responsabilità differenti. La gestione delle emergenze richiede coordinamento, conoscenza reciproca e condivisione di procedure. Tali condizioni non possono essere costruite soltanto durante un evento emergenziale, ma devono essere sviluppate attraverso il dialogo, la formazione e le attività ordinarie.
Le relazioni professionali e istituzionali rappresentano una risorsa operativa, perché favoriscono la conoscenza reciproca e contribuiscono a migliorare la capacità di lavorare insieme.
Dal REAS al territorio: trasformare le conoscenze in risultati
Conclusa la manifestazione, considero importante non fermarmi a un bilancio positivo delle tre giornate trascorse a Montichiari. La vera utilità di esperienze come questa si misura anche nella capacità di trasferire quanto appreso nelle attività quotidiane. Occorre approfondire le conoscenze acquisite, mantenere i contatti avviati, valutare le soluzioni tecnologiche osservate e riflettere sulle possibili applicazioni nei diversi contesti territoriali e organizzativi. Il REAS 2026 mi ha confermato l'importanza di continuare a investire nella prevenzione, nella formazione, nella pianificazione, nella comunicazione e nell'innovazione tecnologica. Ma soprattutto mi ha ricordato che il miglioramento del sistema richiede disponibilità al confronto, capacità di ascolto e volontà di mettere continuamente in discussione e aggiornare le proprie conoscenze. Un ringraziamento al Presidente Nazionale Pietro Luigi Martoccia e ai volontari del Gruppo Lucano con i quali ho condiviso questa esperienza, oltre alle persone e ai professionisti incontrati durante la manifestazione. Porto con me nuove conoscenze, relazioni e spunti di riflessione che considero importanti per il mio percorso professionale e per le attività di formazione e gestione delle emergenze nelle quali sono impegnato.
La Protezione Civile non si costruisce soltanto durante le emergenze. Si costruisce ogni giorno, attraverso la conoscenza dei rischi, la prevenzione, la preparazione e la responsabilità verso le comunità.
È questa la riflessione più significativa che porto con me dal REAS 2026
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